Crisi GPU senza precedenti: i produttori di schede video rischiano il collasso secondo Zotac
Prezzi fuori controllo, memorie introvabili e l’ombra dell’IA: dal 2026 il mercato delle schede video potrebbe non essere più lo stesso
Il mercato delle schede video si avvia verso una delle fasi più delicate della sua storia recente. Un documento interno trapelato dalla divisione sudcoreana di Zotac, uno dei principali partner di NVIDIA, lancia un allarme che va ben oltre i semplici rincari di listino: dal 2026 prezzi e disponibilità delle GPU consumer potrebbero peggiorare drasticamente, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dei produttori di schede video di terze parti. Una prospettiva che scuote l’intero ecosistema PC e che solleva interrogativi profondi sul futuro del gaming, dell’hardware enthusiast e dell’industria tecnologica legata alle GPU.
Secondo quanto emerge dalla comunicazione interna, lo scenario attuale non rappresenta un’anomalia passeggera, ma l’inizio di una trasformazione strutturale del mercato. Gli aumenti di prezzo già osservati sulle ultime generazioni di schede grafiche, incluse le NVIDIA RTX serie 50 e le AMD RX 9000, non sarebbero destinati a rientrare. Al contrario, Zotac parla apertamente di una pressione crescente sui costi che rischia di diventare insostenibile nel medio periodo.
Negli ultimi mesi diversi segnali hanno confermato questa tendenza. Produttori come Asus hanno già ritoccato verso l’alto i listini, mentre modelli di fascia alta come RTX 5090 e persino schede teoricamente più accessibili come RTX 5060 hanno visto aumenti significativi. La causa principale, secondo Zotac, non risiede solo nella domanda, ma in un problema molto più profondo: la crisi delle memorie.
DRAM e NAND sono diventate risorse strategiche per i grandi data center dedicati all’intelligenza artificiale. Il boom dell’IA sta assorbendo una quota sempre maggiore della capacità produttiva globale, sottraendo risorse fondamentali al mercato consumer. Le GPU per PC dipendono in modo critico dalla disponibilità di memoria e questa riallocazione sta creando una competizione diretta tra il mondo dell’AI e quello del gaming, una competizione che il settore consumer rischia di perdere.

Zotac utilizza parole insolitamente dure, parlando di prezzi ormai “irragionevoli” e ammettendo apertamente timori per la sostenibilità economica non solo dei produttori di schede video, ma anche dei distributori. Margini sempre più ridotti, costi in crescita e incertezza sulle forniture stanno comprimendo l’intera filiera. Un segnale preoccupante, soprattutto perché arriva da uno dei protagonisti storici del mercato AIB (Add-In Board).
A peggiorare il quadro c’è anche il rischio di una bolla legata all’intelligenza artificiale. Molti investimenti infrastrutturali sono basati su hardware che deve ancora essere prodotto, mentre i ritorni economici, soprattutto lato consumer e PMI, restano incerti. Se la domanda reale non dovesse reggere le aspettative, la volatilità dei prezzi potrebbe aumentare ulteriormente, con effetti a cascata su tutta l’industria tecnologica.
Nel frattempo, i produttori di memoria non sembrano intenzionati a rallentare. Samsung e SK Hynix starebbero valutando aumenti dei prezzi fino al 70%, un dato che, se confermato, avrebbe un impatto diretto e immediato sui costi di produzione delle GPU. Parallelamente, NVIDIA potrebbe annunciare nuovi rincari per la serie RTX 50, seguendo una strategia già adottata dai partner.
Zotac segnala anche una differenziazione dell’impatto in base ai processi produttivi. Le schede non basate su nodi Samsung potrebbero soffrire maggiormente le tensioni sull’offerta. In questo contesto, NVIDIA starebbe valutando una mossa sorprendente: il possibile ritorno della RTX 3060, una GPU del 2020 basata su architettura Ampere e su semiconduttori più maturi, come tentativo di alleggerire la pressione sulla produzione e offrire un’alternativa più accessibile.
Le difficoltà, però, non si limitano alle schede video. SSD, hard disk e altri dispositivi di archiviazione hanno già registrato aumenti significativi, mentre nel settore smartphone si parla di possibili revisioni al ribasso delle previsioni di produzione. Tutti segnali di un mercato hardware sotto stress, sempre più dipendente dalle dinamiche dell’intelligenza artificiale.
Se le previsioni di Zotac dovessero avverarsi, il 2026 potrebbe segnare un punto di non ritorno per il mercato delle GPU consumer. Prezzi elevati, disponibilità limitata e margini ridotti rischiano di cambiare radicalmente l’accesso all’hardware grafico, trasformando il PC gaming e l’ecosistema enthusiast in un lusso per pochi.