Attacchi informatici auto
Ecco cosa rischiamo quando siamo al volante
Sottrazione di dati, furti di identità e sicurezza digitale a rischio nel settore automotive.
L’automotive diventa il nuovo bersaglio dei cybercriminali
Nel 2025, gli attacchi informatici nel settore automotive sono diventati una delle principali minacce alla sicurezza digitale globale. Auto sempre più connesse a Internet, dotate di sistemi digitali avanzati, sensori intelligenti e software cloud, offrono agli hacker un terreno fertile per violazioni e furti di dati.
Viaggiare connessi significa godere di comfort e funzionalità smart, ma espone anche a rischi crescenti: sottrazione di dati personali, furti di identità e manipolazione dei sistemi digitali di bordo.
Secondo le ultime analisi di settore, gli attacchi informatici alle auto connesse sono aumentati del 200% negli ultimi tre anni, colpendo in particolare le case automobilistiche europee e i loro fornitori di software.
Quando la sicurezza digitale entra nell’abitacolo
Ogni veicolo moderno è ormai un computer su ruote, capace di elaborare e condividere migliaia di informazioni al secondo. I sistemi di infotainment, i servizi cloud e le connessioni Bluetooth o Wi-Fi trasformano l’auto in una rete digitale mobile.
Questa interconnessione costante, se non protetta adeguatamente, rappresenta una porta d’ingresso per gli hacker.
Dati come posizione GPS, stile di guida, cronologia dei viaggi, identità del conducente e informazioni di pagamento vengono continuamente trasmessi ai server dei costruttori. Una singola violazione può compromettere milioni di utenti contemporaneamente.

Gli attacchi informatici più gravi nel 2025
Gli episodi recenti mostrano chiaramente come la cybersecurity automotive sia diventata una priorità urgente.
| Azienda / Fornitore | Tipo di violazione | Dati compromessi | Vittime stimate | Periodo |
|---|---|---|---|---|
| Miljödata (Svezia) | Violazione del sistema HR | Dati dei dipendenti Volvo North America | Migliaia | Estate 2025 |
| Stellantis Group | Attacco a fornitore esterno | Dati dei clienti di Jeep, Fiat, Peugeot | 500.000+ | Estate 2025 |
| BMW (Germania) | Ransomware gruppo Everest | Dati aziendali e sensibili | Non dichiarato | Settembre 2025 |
| Volkswagen | Data leak auto elettriche | Dati di 800.000 clienti | 800.000 | Gennaio 2025 |
| Motility (USA) | Violazione software concessionarie | Dati riservati e email clienti | 800.000 | Primavera 2025 |
| Renault UK | Breach fornitore terzo | Nomi, indirizzi, patenti e targhe | Migliaia | Novembre 2025 |
Questi episodi dimostrano come gli attacchi informatici nel settore automobilistico si concentrino spesso sui fornitori esterni, considerati l’anello più debole della catena.
Caso Renault UK: un campanello d’allarme per tutti
L’attacco informatico che ha colpito Renault UK ha messo in evidenza la gravità del problema. Gli hacker, sfruttando la vulnerabilità di un fornitore di servizi, sono riusciti ad accedere a una grande quantità di dati personali dei clienti: nomi, date di nascita, numeri di telefono, codici di immatricolazione e perfino indirizzi postali.
Secondo la stessa azienda, queste informazioni potrebbero essere usate per attacchi di phishing altamente mirati, dove i truffatori si spacciano per rappresentanti ufficiali, agenti di polizia o falsi avvocati, promettendo risarcimenti per la violazione dei dati.
“Si tratta di una violazione molto pericolosa: i dati rubati possono essere usati per furti di identità o truffe online”, afferma Ignas Valancius, Head of Engineering di NordPass.
I marchi di lusso nel mirino degli hacker
Nel 2025, i brand automobilistici di fascia alta sono diventati il bersaglio preferito dei gruppi di cybercriminali. BMW, Mercedes e Porsche hanno segnalato tentativi costanti di intrusione nei propri sistemi.
Valancius spiega che questi gruppi criminali “stanno testando la solidità della sicurezza informatica automotive, spesso con l’obiettivo di ottenere vantaggi economici tramite estorsioni digitali o vendita di dati nel dark web.”
Dati rubati e furti d’identità: i rischi reali
Una volta trafugati, i dati personali vengono rivenduti o usati per:
- Attacchi di phishing e spear phishing mirati;
- Apertura di conti bancari o prestiti a nome delle vittime;
- Utilizzo di carte di credito rubate;
- Accesso a piattaforme illegali nel dark web;
- Compromissione dei profili social o aziendali.
Questi episodi confermano che il furto d’identità è oggi una delle conseguenze più comuni degli attacchi informatici automotive.
Auto connesse, software vulnerabili
Le vetture moderne contengono fino a 150 milioni di linee di codice software. Anche una singola falla può compromettere l’intero sistema.
I punti deboli più frequenti riguardano:
- Sistemi di infotainment non aggiornati;
- Connessioni Bluetooth mal configurate;
- Portali di diagnostica remota;
- API non protette usate da app di terze parti.
Ogni vulnerabilità può consentire l’accesso remoto a funzioni critiche come l’accensione del motore, la geolocalizzazione o persino il blocco dei freni.
Cybersecurity automotive: le contromisure delle aziende
Di fronte a questa escalation, i grandi gruppi automobilistici stanno adottando misure di difesa avanzate per garantire la sicurezza informatica dei veicoli connessi.
| Misura di sicurezza | Descrizione |
|---|---|
| Crittografia end-to-end | Protegge le comunicazioni tra veicolo e server |
| Analisi comportamentale AI | Rileva anomalie nei sistemi in tempo reale |
| Autenticazione a più fattori (MFA) | Riduce il rischio di accessi non autorizzati |
| Penetration test periodici | Simulano attacchi per individuare falle |
| Backup distribuiti in cloud sicuri | Limitano i danni da ransomware |
In parallelo, le aziende stanno investendo nella formazione dei dipendenti, poiché molti attacchi iniziano da una semplice email di phishing o da credenziali compromesse.
Il ruolo critico dei fornitori esterni
La supply chain digitale è oggi il bersaglio preferito degli hacker. I fornitori di software e servizi non sempre adottano gli stessi standard di sicurezza delle case automobilistiche.
Per questo, gli esperti raccomandano audit regolari e certificazioni di conformità per tutti i partner tecnologici del settore.
“Serve una vera e propria cyber-resilienza di filiera, con controlli sistematici e responsabilità condivisa tra costruttori e fornitori”, sottolinea Valancius.
Come possono difendersi gli automobilisti
Anche i conducenti possono fare molto per difendere i propri dati. Ecco alcune buone pratiche di cybersecurity:
- Aggiornare regolarmente il software dell’auto e delle app mobili;
- Non condividere dati sensibili via email o SMS non verificati;
- Attivare autenticazioni a due fattori sugli account collegati al veicolo;
- Utilizzare strumenti come Data Breach Scanner di NordPass per sapere se le proprie credenziali sono state compromesse;
- Evitare di connettere dispositivi sconosciuti al sistema di bordo.
L’evoluzione della normativa europea
L’Unione Europea ha introdotto nuove norme per aumentare la sicurezza informatica dei veicoli connessi. Il Regolamento UNECE WP.29 obbliga i costruttori a implementare sistemi di gestione della cybersecurity e piani di risposta agli incidenti.
Queste regole diventeranno vincolanti per tutti i nuovi modelli di auto immatricolati nell’UE.
Auto connesse e 5G: la sfida del futuro
L’arrivo del 5G e, in prospettiva, del 6G, renderà le auto ancora più interconnesse. Tuttavia, maggiore connettività significa anche maggiore superficie di attacco.
Per questo motivo, la sicurezza dovrà essere integrata sin dalla progettazione — il principio noto come Cybersecurity by Design.
Conclusione: guidare sicuri anche nel cyberspazio
Gli attacchi informatici auto sono ormai una realtà che non può più essere ignorata. Proteggere le vetture connesse e i dati di chi le guida è una priorità per l’intera industria automotive.
La cybersecurity deve diventare parte integrante del design delle auto, esattamente come i sistemi di frenata o gli airbag.
Essere al volante oggi significa anche sapersi difendere nel mondo digitale.
Solo attraverso innovazione, consapevolezza e cooperazione globale sarà possibile costruire un futuro della mobilità che sia davvero sicuro, intelligente e protetto.